Perché si chiama Overwatch 2 e non Overwatch 1.5

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Tech Master
Perché si chiama Overwatch 2 e non Overwatch 1.5

Sono passate quasi due settimane dal lancio di Overwatch 2, il seguito dello shooter targato Blizzard che tanto sta facendo discutere per via di tutta una serie di fattori che andremo in parte a sviscerare in questo articolo. Una delle critiche più insistenti che è stata mossa al gioco è l'inutilità del 2 a fianco del nome. Le novità introdotte in questo capitolo a primo acchito sembrano così poche da non giustificare il lancio in pompa magna che si meriterebbe un seguito con tutti i crismi. Inutile dirvi che non mi trovo assolutamente d'accordo con questa affermazione. L'opinione (diversa) che mi sono fatto dipende anche dal tempo che ho speso in compagnia di Overwatch negli ultimi anni. Sin dal lancio nel 2016, lo shooter di Blizzard mi ha fatto compagnia praticamente ogni anno, divertendomi, facendomi arrabbiare (per usare un eufemismo), emozionare, il tutto anche grazie all'essere riuscito a coinvolgere i miei colleghi d'ufficio che, non lo ammetteranno mai, ma a momenti si lasciano prendere dal gioco anche più di me.

Quindi perdonatemi se scenderò in dettagli e se userò termini per gli "addetti ai lavori". Ma d'altronde è proprio a loro che sto parlando.

Marketing 2

Il rilancio del gioco e il volerlo chiamarlo Overwatch 2 per favorire tale processo ha ovviamente a che vedere anche con il marketing. Blizzard, checché se ne dica, non è stupida: dopo 6 anni dall'arrivo di Overwatch, riproporre lo stesso gioco con una formula free-to-play e senza un vero tentativo di rinnovamento (che in questo caso parte dal titolo e dalla grafica) avrebbe soltanto fatto adirare i giocatori storici (che all'epoca lo pagarono a prezzo intero) e non avrebbe attirato nuove leve da "assoggettare" con le sue meccaniche assuefacenti. Sì perché, chi ci ha giocato e chi ci gioca ancora, sa benissimo che Overwatch rientra in quel genere di titoli in cui la frase "ancora un match e poi stacco" rientra in quelle classiche menzogne che ci raccontiamo per sentirci meno in colpa.

E il rinnovamento parte anche dal brand, non solo da ciò che ha da offrire il brand.

E quindi ecco qua il seguito di Overwatch, un gioco all'apparenza nuovo di zecca, che tutti possono scaricare senza pagare, esattamente come un VALORANT, un Fortnite, un Apex Legends e così via. E anzi, l'idea di poter scaricare un seguito in modo completamente gratuito ha ancora più charme, soprattutto per chi appunto non si è mai avvicinato al mondo di Overwatch per via dei costi. Quindi sì, il marketing c'entra, ed era una mossa a mio avviso scontata per cercare di ridare linfa vitale ad uno dei titoli che ha favorito più che mai l'espansione degli eSport. Ma non c'è solo marketing: il 2 nel titolo è giustificato anche da tanti altri fattori, alcuni che vi avevo già anticipato nell'anteprima.

5 vs 5

A "sconvolgere" Overwatch e le sue meccaniche di gioco non ci sono solo il Battle Pass, i tre nuovi eroi o la prospettiva futura di contenuti inediti (ci torniamo a breve su questo punto).

Se giocate attivamente ad Overwatch non potete non aver notato il cambiamento drastico che è intercorso tra i due capitoli. I bilanciamenti infatti sono stati completamente stravolti. Per quanto le modalità di gioco siano identiche al passato, tranne per Scorta che è quella appena introdotta, il passaggio al 5 vs. 5 (invece che 6 vs. 6) e le modifiche, talvolta sostanziali, ad alcuni dei personaggi chiave, hanno completamente cambiato l'approccio alle partite. Ed è forse in questo che sbagliano gli utenti che si lamentano del fatto che il gioco si chiami Overwatch 2. Perché lo stanno giocando esattamente come giocavano il primo, sbagliando strategie, scelte dei personaggi e posizionamenti.

Per cominciare, l'avere un solo tank in formazione cambia il modo in cui i curatori si approcciano alla partita. C'è una lamentala che corre più di tutte sui social (e nella chat di gioco) in questi ultimi giorni: Moira che fa troppi danni.

Perché Moira fa troppi danni? Non certo perché è stata potenziata più di tanto. Anzi, nella beta c'erano modifiche più sostanziali al funzionamento delle sue "Orb", modifiche poi non introdotte nella versione ufficiale del gioco. Moira fa più danni perché c'è un solo tank da curare. Ci sono ovviamente giocatori che la usano come se fosse un dps, dispensando zero cure e facendo infuriare entrambe le squadre. Ma non è quello il punto. I curatori per certi versi hanno più libertà, proprio perché non ci sono due personaggi "grossi e più grossi" da curare costantamente. La realtà dei fatti poi è che Moira può essere benissimo contrastata da giocatori avversari con un minimo di visione di gioco. Con Sombra (che però verrà nerfata a breve), Moira si scioglie come neve al sole. Il problema è che ancora dopo sei anni i giocatori navigati non hanno capito che in Overwatch non si deve rimanere necessariamente con lo stesso personaggio durante tutta la partita.

E anzi, a tal proposito Overwatch 2 ha persino migliorato questo aspetto rendendolo in qualche modo più invitante, permettendo di mantenere il 30% di carica della Ultimate anche in caso di cambio personaggio.

Giocare tank, proprio per i motivi appena citati, è un'esperienza completamente diversa. Ci si cala nei panni dell'unica testa di ponte del gruppo, che in qualche modo deve fare da leader, da colonna portante appunto, cosa che nel primo Overwatch era in qualche modo "diluita" vista la presenza di un comprimario. E se mi mettessi a tirare in ballo tutte le modifiche fatte ai personaggi si farebbe davvero notte: Cassidy (ex McCree) non lancia più granate che stordiscono ma granate esplosive; Mei non ghiaccia più sul posto ma si limita a rallentare; Orisa non ha più lo scudo ed è diventata una sorta di Terminator cattivissimo (che infatti verrà nerfato); Zarya che si lancia due volte di seguito le bolle; Doomfist che finalmente è diventato inutile come è giusto che sia; Mercy che vola più a lungo grazie ad una barra di carica dal funzionamento molto particolare; Bastion con la torretta mobile a tempo e così via.

Inoltre le macro aree (tank, curatori, dps) vantano tutti nuove abilità passive che cambiano ulteriormente le carte in tavola. I curatori, tutti, nessuno escluso, rigenerano salute nel tempo. I dps, in caso di uccisione, aumentano velocità di movimento e di ricarica per qualche secondo. E i tank non subiscono più gli stessi sbalzi provocati da abilità di spostamento come quella di Lucio. Credo di aver fornito sufficienti esempi per capire come il bilanciamento complessivo del gioco sia estramemente diverso da Overwatch 1.

I nuovi bilanciamenti e il passaggio al 5 vs. 5 hanno anche permesso di snellire due fattori di natura temporale: la durata delle partite e la durata delle code di accesso alle stesse. I combattimenti in 5 sono diventati più rapidi e brutali, e spesso si concludono con la completa uccisione dei membri di uno dei due team. Questo è stato favorito anche da alcuni cambi nelle meccaniche dei personaggi: ad esempio la rimozione della barriera di Orisa ha fatto sì che non ci siano più squadre basate su scudi infiniti, che non solo rendevano estremamente tediose le partite, ma tendevano anche ad allungarle.

Anche l'assenza di meccaniche di stordimento (come quella di Cassidy e di Mei) hanno in qualche modo contribuito. Comporre poi una squadra da 5 richiede ovviamente meno tempo, soprattutto perché basta un solo tank, e di conseguenza si sono snelliti anche i tempi di attesa per i dps. Quest'ultimo fattore dipende anche da quale modalità scegliete di giocare (non classificata o competitiva) e dal vostro eventuale rank. Al momento però, stando ai dati diffusi da Blizzard, si contano oltre 25 milioni di giocatori, e risolti i problemi iniziali di code, attacchi DDoS e lag dei server, adesso entrare in un match è cosa sufficientemente rapida. A soffrire sono, come al solito, i giocatori che navigano in rank alti o molto alti (se sei forte sali, Cit.).

Se fosse però solo una questione di bilanciamento e di temporizzazione sarei d'accordo con chi lo definisce un Overwatch 1.5. Ma non è così.

L'interfaccia di gioco è stata ridisegnata e ottimizzata. Ci vorrà un po' di tempo per abituarsi, ma è chiaro che le modifiche sono state fatte in ottica di migliorare la leggibilità. A tal proposito, la schermata di riepilogo che, almeno su PC si richiama con Tab, è stata rifatta da zero, permettendo non solo di mettere le mani su ancora più statistiche (specifiche per ogni personaggio), ma anche di vedere a che punto è il resto della squadra con la carica delle Ultimate. È stato introdotto un sistema di Ping, già visto su altri shooter online, che permette di comunicare più rapidamente con i compagni di squadra segnalando non solo con l'ausilio di battute audio ma anche con indicatori a schermo. In pochi lo usano, ma la speranza è che prenda piede via via, soprattutto se i tank iniziano ad usarlo per "dirigere l'orchestra". Cambia anche il sistema di elogi, che diventano universali (prima era possibile assegnare tre tipologie di elogi) e dedicati ai compagni di squadra; e per dargli ulteriore risalto spariscono i voti ai giocatori a fine partita, forse per diminuire il grado di tossicità di alcuni giocatori che si appellavano alle statistiche di fine partita per far risaltare i loro risultati.

Sì, c'è ancora chi non ha capito che Overwatch è un gioco di squadra e si vince e si perde insieme, non da soli.

Aggiungo un altro po' di fattori poi la smetto, che oramai dovreste aver capito l'antifona: 3 nuovi eroi, una nuova modalità, 6 mappe inedite, modalità competitiva rivisitata con un nuovo sistema di rank, crossplay e cross-progression, nuove skin, Battle Pass e poi anche basta. Ah, è stata data anche una leggera svecchiata alla grafica di gioco, ma si tratta di modifiche minori atte probabilmente ad alleggerire un po' il tutto.

Manca ancora un pezzo

Era dall'annuncio di Overwatch 2 che il primo capitolo aveva un grosso problema di fondo: tutti aspettavano il due, riponendo nel primo basse aspettative. Tralasciamo anche gli stravolgimenti interni al team di sviluppo che ci sono stati negli ultimi anni, a un certo punto Overwatch ha anche smesso di accogliere nuovi eroi o mappe, e tutti gli eventi stagionali erano diventati di fatto identici anno dopo anno lasciando i fan un po' a bocca asciutta.

Negli ultmi mesi addirittura le skin degli eventi erano diventate semplici recolor di quelle vecchie. Perché vi sto facendo questo discorso? Perché a Overwatch 2 manca un pezzo, anche bello importante (perché quello che lo rende 2 più che mai), ma Blizzard non poteva più aspettare a lanciarlo. Overwatch rischiava di morire del tutto e di perdere di conseguenza anche quel bacino di irriducibili che, nonostante il blocco totale di novità, continuava a darsi battaglia sui server. L'arrivo di Overwatch 2 insomma era necessario sia per Blizzard che per i giocatori annoiati dall'assenza di nuove esperienze.

Ma qual è il pezzo che manca ad Overwatch 2, quello che agli occhi di chi ancora non ha capito o apprezzato quanto detto in precedenza lo renderà davvero un seguito? Il PvE, Player versus Environment, ovvero giocatori contro personaggi mossi dall'intelligenza artificiale del gioco. Potremmo volgarmente definirlo una evoluzione di quanto visto in alcuni degli eventi stagionali, come ad esempio gli Archivi di Overwatch.

La speranza è che in realtà si tratti di qualcosina in più. Si parla infatti di una sorta di trama da vivere nei panni di personaggi, e in quanto a Lore Overwatch ha talmente tanto materiale da popolare la sezione PvE potenzialmente all'infinito. A contribuire a rendere questa modalità diversa dal solito ci sono anche le meccaniche RPG che caratterizzeranno la crescita dei personaggi, con un classico sistema a livelli, talenti da scegliere e chissà, magari anche oggetti e altro.

Seguendo la roadmap pubblicata da Blizzard però dovremo aspettare il 2023 e le stagioni future per vedere la nuova modalità in azione. A tal proposito, la Stagione 2 partirà il 6 dicembre e durerà circa 2 mesi. Quindi se ne riparla dopo gennaio. In ogni caso, già con la stagione 2 arriveranno un nuovo eroe tank, una nuova mappa, oltre 30 skin, una skin mitica e un nuovo Battle Pass da sviscerare.

Di novità con cui intrattenersi nell'attesa insomma ce ne sono.

Fatevene una ragione

Overwatch 2 non si poteva chiamare Overwatch 1 (né tanto meno a battuta 1.5) e nemmeno se lo meritava. Le modifiche sono così tante, e spesso così radicali, che il gioco ha fatto un notevole balzo in avanti. Qui non si tratta di levare a Mercy la possibilità di resuscitare tutto il gruppo ("Io ero lì, Gandalf, ero lì 3.000 anni fa" - Cit.) o di rimuovere lo scudo a Bastion. Alla base di Overwatch 2 c'è un ribilanciamento ben più profondo che aveva bisogno di un rilancio in pompa magna per essere riproposto e magari anche per farlo arrivare a chi finora Overwatch lo aveva ignorato. Inutile nascondere che ci sono anche motivi di marketing dietro, ve l'ho detto come prima cosa, ma Blizzard è pur sempre una società che deve fatturare, non una ONLUS.

Ad essere più corretti, tutti i discorsi fatti in questo articolo dovranno essere riveduti al momento del lancio del PvE e dei nuovi contenuti previsti per il 2023.

Comunque, con tutto questo, non vi sto dicendo che Overwatch 2 è il gioco perfetto. Domani torneremo a parlarne con un focus sugli acquisti in-app (lo trovate qui!), sul Battle Pass e su cosa si troveranno ad affrontare i nuovi giocatori intenzioni a spremere quanto più possibile il lato "gratuito" del nuovo capitolo.