Una storia d'amore: dietro le quinte di Mario+Rabbids Sparks of Hope
Uno dei tanti dettagli che mi hanno colpito quando sono stato in vacanza a Tokyo è stato l'utilizzo dei personaggi di manga e anime in contesti urbani: dai cartelloni informativi con i Pokémon a Chopper di One Piece che regge una barra che segnala lavori in corso. La costante presenza di personaggi cartooneschi in giro ricordava ai gaijin come me l'importanza di questo immaginario nella cultura nipponica, l'affetto del popolo giapponese verso i suoi beniamini.
Ora, un foglio stampato in bianco e nero incollato al frigo evidentemente non ha la stessa rilevanza di un segnale in una via di Tokyo ma, nel suo piccolo, mi ha trasmesso un'emozione simile.
Perché negli studi di Ubisoft Milano tutto grida un genuino amore verso l'universo Mario+Rabbids e, dopo quasi un decennio di giornalismo, è facile distinguere un'asettica presentazione stampa da un momento di condivisione a cuore aperto.
Non è solo il Rabbid Mario che ti accoglie all'ingresso, non sono i fogli sul frigo o le centinaia di action figures giganti o minuscole che si trovano sparse in giro: l'amore verso un'opera lo senti da come viene raccontata.
Da un tavolo a Milano a Miyamoto-san
Ma facciamo un salto indietro e diamo un po' di contesto: martedì 18 sono stato alla presentazione di Mario+Rabbids: Sparks of Hope negli studi di Ubisoft Milano. Non ho ancora giocato il nuovo capitolo (potete leggere la recensione scritta dal nostro Giorgio), ma avevo amato alla follia il primo Mario+Rabbids: Kingdom Battle ed ero curiosissimo di scoprire un po' di retroscena.
La presentazione è iniziata raccontando com'è nata e come si è evoluta la folle idea di unire i Rabbids di Ubisoft col mondo di Super Mario di Nintendo. Mario+Rabbids nasce da un manipolo di persone in Ubisoft Italia che, inchiodate ad un tavolo per un paio di giorni, provano a ideare un gioco tutto nuovo, immaginando un titolo che porti la strategia a turni à la X-COM in un mondo più divertente, colorato, adatto a tutti.
L'idea di fondere i mondi di Rabbids e Mario in uno strategico a turni è geniale e tutti in Ubisoft Italia se ne innamorano, ma all'inizio nessuno è convinto che possa succedere davvero: insomma, parliamo di uno studio italiano che vuole i diritti per utilizzare il franchise più famoso al mondo, il personaggio che per antonomasia rappresenta i videogiochi, sua maestà Super Mario.
Immaginate quindi l'emozione e il senso di responsabilità del team quando non solo Nintendo accetta, ma quando il gioco viene presentato in pompa magna all'E3 del 2017 con Miyamoto-san in persona. Quel che potremmo considerare il padre dei videogiochi, creatore di Mario, che impugna fieramente una delle improbabili armi di Mario+Rabbids e "combatte" sul palco della più importante fiera dei videogiochi con il presidente di Ubisoft. Se non avete presente la scena, vale la pena guardare almeno i primi minuti della presentazione qui sotto.
La persona che si commuove durante la presentazione è Davide Soliani, creative director sia del primo che del nuovo Mario+Rabbids, che abbiamo avuto il piacere di ascoltare durante la presentazione, insieme a tanti altri membri del team.
Soliani ha raccontato il passaggio dal primo Mario+Rabbids a questo nuovo, secondo capitolo, evidenziando tra l'altro come il gioco sia riuscito a conquistare il cuore di critica e pubblico, tutt'altro che entusiasta nei primi tempi (vedi tweet qui sotto).
Non un sequel, ma un gioco nuovo
Il clamoroso successo del primo Mario+Rabbids ha portato una grande attenzione a questo nuovo capitolo, con un doveroso e imponente impiego di nuove risorse. Qualche esempio?
Kingdom Battle è stato sviluppato dagli studi di Ubisoft Milano e Ubisoft Parigi (con picchi di 150 persone che ci lavoravano), ma per Sparks of Hope si sono unite anche le divisioni Ubisoft di Chengdu, Montpellier e Pune, triplicando il personale coinvolto (circa 450 persone ci hanno lavorato).
La colonna sonora di Kingdom Battle è stata composta da Grant Kirkhope (famoso per i suoi lavori in Rare, tra cui Donkey Kong 64), per Sparks of Hope si sono uniti a lui altri due compositori d'eccellenza, Gareth Coker (Ori, Halo Infinite) e Yoko Shimomura (che ha lavorato su così tanti capolavori che sarebbe riduttivo citare solo qualche titolo).
Ma al netto dei traguardi raggiunti, la cosa più importante che traspariva dalle parole dei suoi creatori è che Mario+Rabbids Sparks of Hope non è solo un moar of the same, ma un gioco per molti versi radicalmente nuovo, fatto anche di nuove sfide affrontate dai suoi creatori, che hanno portato una piccola rivoluzione sia in termini estetici che di gameplay.
Dal punto di vista artistico, Sparks of Hope spicca per la presenza di diversi pianeti esplorabili caratterizzati da elementi e personaggi unici, condizioni meteorologiche diverse che contribuiscono a creare il mood di certe zone o pianeti, una grande attenzione ai colori, mantenuta dal primo capitolo, che si arricchisce però di un nuovo stile pittorico, con paesaggi che sembrano dipinti.
A tal proposito, durante il tour degli studi abbiamo avuto modo di vedere in prima persona il lavoro dei concept artist, che immaginano il mondo e i personaggi di gioco, e dei 3D artist, che ricreano in tre dimensioni i paesaggi e i protagonisti immaginati dai colleghi. E poi anche i narrative designer che costruiscono la storia e i programmatori che tirano su il gioco da linee di codice.
E farsi mostrare e raccontare il flusso creativo è incredibile, scoprire volti e mondi che prendono vita dalle mani di questi artisti digitali è come guardare gli elfi di Babbo Natale al lavoro.
E poi ovviamente c'è il gameplay, che adesso è meno "su binari" e integra fasi più importanti di esplorazione del mondo, con un nuovo sistema di combattimento che, pur mantenendo la struttura a turni, non è più vincolato dalle caselle per gli spostamenti, permettendo maggior libertà d'azione al giocatore.
Ma non voglio espormi sul gamemplay (per quello vi rimando alla recensione) e non voglio dilungarmi troppo oltre: c'è solo un ultimo dettaglio che vale la pena raccontare.
Tra la presentazione e il tour, in tutti i membri del team c'era un sentimento condiviso, una sensazione quasi liberatoria, che potremmo riassumere nella frase finalmente possiamo parlavene!, venuta fuori più volte durante la giornata.
Le persone che hanno lavorato a Mario+Rabbids Sparks of Hope erano entusiaste del proprio lavoro, dei risultati raggiunti, della cura maniacale con cui negli ultimi anni si erano dedicate a certi dettagli senza poterlo raccontare a nessuno.
Un sentimento di puro amore verso l'opera, che non vedevano l'ora di condividere con la stampa (e il pubblico) e che mi ha fatto innamorare del nuovo Mario+Rabbids ancor prima di giocarci.
Mario+Rabbids Sparks of Hope sarà disponibile da domani, 20 ottobre; la Gold Edition include il Season Pass con tutti i 3 DLC previsti (di cui uno includerà Rayman).
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