Il 2023 potrebbe essere decisivo per Fuchsia: cosa possiamo aspettarci?
Lo sviluppo del sistema operativo ha ricevuto un'accelerazioneIn un certo senso, Fuchsia rappresenta uno dei progetti incompiuti di Google, o quantomeno la società non è mai riuscita a spiegarci bene cosa volesse farci.
Sostituto di Android, "pentola" in cui provare nuove idee, sistema operativo dei dispositivi Nest, negli anni si sono succedute numerose notizie, dettate da speranze o fantasie e prontamente negate dai rappresentati della GrandeG, ma sembra che per il 2023 si stia preparando qualcosa di importante.
Una storia poco chiara, ma Google sta spostando sempre più sviluppatori sul progetto
Ma andiamo con ordine. È dal 2017 che seguiamo lo sviluppo di Fuchsia. Comparso in numerosi leak, sembrava che Google volesse creare un sistema operativo e un kernel (che è il suo "cuore", ovvero il componente che garantisce l'accesso sicuro ai processi in esecuzione sul computer) completamente nuovi e liberi dalla dipendenza da Linux.
Addirittura nei primi tempi era comparsa una vera e propria interfaccia utente, e tutto lasciava supporre un lancio in pieno stile, sulla falsariga di Android nel 2008.
I primi Pixelbook (allora erano un progetto nel pieno del loro vigore, poi sappiamo com'è andata) sembravano i candidati per riceverlo, e infatti erano i dispositivi su cui si poteva installarlo per prova.
Google ha permesso l'esecuzione di app Android in una macchina virtuale, proprio come ChromeOS, ma poi le cose si sono complicate.
Un portavoce di Google ha affermato di non pensare a Fuchsia come a un sistema operativo destinato agli utenti finali, ma piuttosto come a una piattaforma di test per gli sviluppatori dell'azienda. Nel frattempo, è arrivato il supporto a Chrome e un team dell'azienda ha iniziato a testare attivamente il sistema operativo su un Pixelbook Go.
E se intanto lo sviluppo è proseguito con "Starnix", un progetto che consentirebbe di far eseguire app Android e Linux nativamente in Fuchsia e decretare una maggiore distanza da Android, gli utenti hanno ricevuto sprazzi del sistema operativo solo attraverso aggiornamenti silenti sui loro dispositivi Nest.
Insomma sembrava che tutto stesse a indicare che Fuchsia avrebbe alimentato i prodotti Google per la domotica, ma le cose potrebbero essere più complicate, o almeno potrebbero ricevere un'accelerazione nel 2023.
Google sta portando sempre più sviluppatori nella realizzazione di app/prodotti per Fuchsia. All'inizio di questo mese, il team di Fuchsia ha ospitato un evento "SDK Bootcamp", il che potrebbe suggerire che diversi sviluppatori sono stati aggiornati su come utilizzare l'SDK di Fuchsia per creare app.
A questo è seguito il rilascio e l'apporto di miglioramenti a un plug-in ufficiale di Visual Studio Code progettato per lavorare con Fuchsia, e che è stato scaricato 473 volte.
Quindi questo è il numero di persone che ci sta lavorando attivamente, anche se non si sa se siano tutti dipendenti di Google o anche partner commerciali. In ogni caso, lo sviluppo prosegue a pieno regime e sembra strano che ci sia tutto questo entusiasmo (con sviluppo attivo di app native) per un sistema operativo di alcuni smart speaker.
I dipendenti Google che lavorano al progetto continuano a ripetere, anche recentemente, che Fuchsia non è da intendersi come Android, ma piuttosto una piattaforma su cui è possibile costruire prodotti come Android o Nest Hub, e renderli più facili da costruire e mantenere, ma nondimeno sembra che qualcosa stia bollendo in pentola.
Molto probabilmente all'I/O di quest'anno Google non annuncerà il nuovo sostituto di Android o ChromeOS, ma sarebbe lecito aspettarsi qualche aggiornamento ufficiale sullo sviluppo, e finalmente sapere chiaramente cosa voglia farci Google.